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Parametri chimici misurati (*)

ARPAM

[Monossido di Carbonio (CO)] - [Biossido di zolfo (SO2)] - [Biossido d'azoto (NO2)] - [Ozono (O3)] - [Polveri PM10]

Monossido di Carbonio (CO) - [Torna all'inizio della pagina]
Caratteristiche chimico fisiche
Il monossido di carbonio è un gas incolore ed inodore che si forma dalla combustione incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili.

Origine
La principale sorgente di CO è rappresentata dai gas di scarico dei veicoli, soprattutto funzionanti a bassi regimi, come nelle situazioni di traffico intenso e rallentato, pertanto viene considerato come il tracciante di riferimento durante tutto il corso dell'anno, per questo tipo di inquinamento. Altre sorgenti sono gli impianti di riscaldamento e alcuni processi industriali, come la produzione di acciaio, di ghisa e la raffinazione del petrolio.

Effetti sull'uomo e sull'ambiente
La sua tossicità è legata alla caratteristica di interferenza sul trasporto di ossigeno ai tessuti; infatti legandosi all'emoglobina al posto dell'ossigeno (formazione di carbossiemoglobina), impedisce una buona ossigenazione del sangue, con conseguenze dannose sul sistema nervoso e cardiovascolare.

Trend
L'introduzione delle marmitte catalitiche ha migliorato la situazione, anche se non ancora a sufficienza per il rispetto completo della normativa. Pertanto il parametro seppur in decremento dovrà essere monitorato nelle zone ad elevato traffico e nelle stazioni di fondo urbano.




Biossido di zolfo (SO2) - [Torna all'inizio della pagina]
Caratteristiche chimico fisiche
Il biossido di zolfo è un gas incolore, dall'odore pungente e irritante.

Origine
Il biossido di zolfo si forma nel processo di combustione per ossidazione dello zolfo presente come impurezza nei combustibili solidi e liquidi (carbone, olio combustibile, gasolio). Le principali fonti di emissione sono legate alla produzione di energia, agli impianti termici, ai processi industriali e al traffico.

Effetti sull'uomo e sull'ambiente
E' un gas irritante per gli occhi e per il tratto superiore delle vie respiratorie; l'esposizione prolungata a concentrazioni di alcuni mg/mc di SO2 possono comportare incremento di faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell'apparato sensorio, mentre a concentrazioni superiori può dar luogo a irritazioni delle mucose nasali, bronchiti e malattie polmonari. L'SO2 è il principale responsabile delle "piogge acide", in quanto tende a trasformarsi in anidride solforica e, in presenza di umidità, in acido solforico. In particolari condizioni meteorologiche e in presenza di quote di emissioni elevate, può diffondersi nell'atmosfera ed interessare territori situati anche a grandi distanze (inquinamento transfrontaliero).Il biossido di zolfo è componente secondario nella formazione di PM10.

Trend
La concentrazione dell'inquinante in atmosfera rivela un evidente ciclo stagionale con il massimo nel periodo invernale ed il minimo nella stagione estiva. Tuttavia attualmente i valori presenti in atmosfera risentono del miglioramento della qualità dei combustibili che presentano un minor contenuto di zolfo e del sempre più diffuso uso del metano. Sarebbe pertanto opportuno misurare il parametro solo nei capoluoghi e nei siti ove siano presenti delle sorgenti fisse significative. Nella Regione Marche una sorgente fissa significativa di biossido di zolfo è rappresentata dalla Raffineria API di Falconara.




Biossido d'azoto (NO2) - [Torna all'inizio della pagina]
Caratteristiche chimico fisiche
Il biossido di azoto è un gas di colore rosso bruno, di odore pungente e altamente tossico.

Origine
Il biossido di azoto si forma in massima parte in atmosfera per ossidazione del monossido (NO), inquinante principale che si forma nei processi di combustione con l'aria in presenza di ossigeno. Le emissioni da fonti antropiche derivano sia da processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, traffico), che da processi produttivi senza combustione (produzione di acido nitrico, fertilizzanti azotati, ecc.).

Effetti sull'uomo e sull'ambiente
E' un gas irritante per l'apparato respiratorio e per gli occhi, che può causare bronchiti fino anche a edemi polmonari e decesso in quanto è in grado di combinarsi con l'emoglobina modificandone le proprietà chimiche e fisiologiche con formazione di metaemoglobina che non è più in grado di trasportare ossigeno ai tessuti. Contribuisce alla formazione dello smog fotochimico, come precursore dell'ozono troposferico, e al fenomeno di eutrofizzazione dei suoli e delle acque superficiali. Contribuisce, trasformandosi in acido nitrico, al fenomeno delle "piogge acide ed è un precursore della componente secondaria del PM10.

Trend
In ambito urbano la sua presenza è determinata principalmente dal gas di scarico degli autoveicoli e l'entità delle emissioni dipende da fattori quali velocità, accelerazione, marmitta catalitica ecc. Data l'elevata criticità del parametro è necessario aumentare il monitoraggio in tutto il territorio.




Ozono (O3) - [Torna all'inizio della pagina]
Caratteristiche chimico fisiche
L'ozono è un gas fortemente ossidante che si forma attraverso reazioni fotochimiche attivate dalla luce solare nella bassa atmosfera che danno origine al cosiddetto smog fotochimico.

Origine
La formazione di elevate concentrazioni di ozono si verifica prevalentemente nel periodo estivo come conseguenza della potenzialità della radiazione solare, delle alte temperature e della presenza di sostanze chimiche (idrocarburi e ossidi di azoto) dette "precursori", che attivano e alimentano le reazioni fotochimiche producendo ozono, radicali liberi, perossidi ed altre sostanze organiche, fortemente ossidanti (es: perossiacetilnitrati, ecc.). Il problema dell'ozono ha la sua origine nell'ambiente urbano, dove si possono verificare episodi acuti di inquinamento.

Effetti sull'uomo e sull'ambiente
L'ozono è un gas incolore irritante per le mucose (occhi, apparato respiratorio, ecc.). La sua elevata tossicità può causare effetti dannosi sia all'ecosistema che al patrimonio storico-artistico. Inoltre può causare problemi anche alla componente vegetale dell'ecosistema in quanto la sua capacità di spostarsi con le masse d'aria anche a diversi chilometri dalla fonte, ne determina la presenza di concentrazioni elevate a grandi distanze

Trend
E' un parametro critico in relazione alla normativa nazionale e alla direttiva europea e deve essere monitorato nelle stazioni poste in siti di fondo rurale o urbano. Per avere informazioni sulla distribuzione quantitativa dell'inquinante, è necessario costruire una mappa regionale della distribuzione nella stagione estiva.




Polveri PM10 - [Torna all'inizio della pagina]
Caratteristiche chimico fisiche
Il PM10 (frazione toracica delle polveri con diametro inferiore a 10 µm) sono costituiti da un miscuglio di particelle carboniose, fibre, silice, metalli, particelle liquide le quali a loro volta possono essere costituite da inquinanti allo stato liquido o sciolti in acqua.

Origine
L'origine del particolato aerodisperso è molto varia: dal sollevamento della polvere naturale, ai processi di combustione incompleta di derivati del petrolio (sia di origine industriale che domestica che da traffico autoveicolare), alla formazione di aerosol di composti salini, ecc. Il PM10 è costituito da una componente primaria ed una secondaria. I precursori di PM10 secondario sono: biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili e ammoniaca.

Effetti sull'uomo e sull'ambiente
La tossicità è legata soprattutto alla qualità chimica dello stesso ed in particolare alla capacità di assorbire sulla sua superficie sostanze tossiche, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, ecc. Questo fenomeno di assorbimento interessa soprattutto il particolato fine e ultrafine con diametro inferiore a, rispettivamente, 10 µm, 2,5 µm, 1 µm (PM10, PM2, 5, PM1).

Trend PM10
Il parametro PM10 è un parametro che attualmente richiede un attento monitoraggio in relazione alla nuova normativa nazionale, e quindi sarebbe opportuno costituire una banca dati regionale tale da permettere la costruzione di una mappa regionale della distribuzione di tale inquinante. E' un parametro critico e pertanto il monitoraggio dovrà essere esteso alla maggioranza delle stazioni.





(*) Informazioni redatte dal Servizio Aria dell'ARPAM di Ancona.





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